Epicentro della pandemia a Milano, focolaio al Sacco

21 ott 2020

E' l'epicentro della pandemia, Milano con le province adiacenti, come Monza e Varese. I numeri sono raddoppiati, in 24 ore 4125 positivi in Lombardia, 1858 in provincia di Milano, di cui 753 in città. All'ospedale Sacco, il punto di riferimento per le malattie infettive, il reparto di cardiologia è stato chiuso a causa di un focolaio. “Il reparto è attualmente chiuso, l'abbiamo chiuso già da giorni. Non ricoveriamo più nessuno in quel reparto. Era, tra virgolette, aperto perché stavamo aspettando di dimettere l'ultimo paziente. Dopodiché, procederemo alla sanificazione e nel frattempo il personale contagiato è a casa in quarantena e stessa cosa per i contatti stretti. Siamo esattamente come eravamo qualche giorno fa, nel senso in piena esplosione. Attualmente abbiamo ricoverato 204 pazienti. La rianimazione è piena e continuano ad arrivare, quindi è una situazione che non ci fa sperare in qualcosa di positivo a breve.” Poche ore e la città davvero vivrà il coprifuoco. Blocco di attività e spostamenti dalle 23 alle 5, a meno di comprovate esigenze lavorative o motivi di salute da autocertificare. Si annunciano attenti controlli e multe dai 400 ai 3000 euro, almeno sino al 13 novembre, quando l'ordinanza scadrà. Chiusi i centri commerciali durante il fine settimana, esclusi i generi alimentari, servizi alla persona e le farmacie. La Regione ha scelto la piena didattica a distanza per le scuole secondarie dal 26 di ottobre. Una concessione riguarda l'allenamento individuale. Per gli sport di contatto, vietati. Volano i contagi. Sono stati attivati gli ospedali nelle fiere di Milano e di Bergamo. Già 1521 persone sono ricoverate, 134 in terapia intensiva e, nonostante siano stati attivati gli ospedali d'emergenza delle fiere di Milano e Bergamo, il timore è che in futuro non siano sufficienti. “I posti occupati di terapia intensiva sono ancora pochi rispetto a quelli che abbiamo. L'obiettivo, tuttavia, che costituisce il nostro problema gestionale, è che vogliamo, ovviamente, tenere aperti gli ospedali per tutte le altre patologie e, quindi, apriamo i letti Covid, apriamo le terapie intensive Covid a scaglioni.”.

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