Le notizie che arrivano ai blocchi sono tutt'altro che rassicuranti per i lavoratori che manifestano attorno al siderurgico. "C'è un'azienda nella fattispecie la Semat che ha avviato una procedura di licenziamento per 220 lavoratori. È l'inizio di quello che noi crediamo, e lo abbiamo detto anche a Palazzo Chigi che stanno portando a compimento il piano di chiusura". E proprio lo stop al piano che il governo ha affidato ai Commissari Straordinari è il segnale che qui ci si aspetta da Roma. "Si esce soltanto se c'è una volontà di tutte le forze politiche e se il Presidente Meloni interviene. e mette mani. Non è possibile che una questione così delicata non venga affrontata da un Presidente del Consiglio". L'altra condizione posta dai lavoratori tarantini è il superamento della contrapposizione con Genova, evitare che la vertenza ex Ilva diventi una guerra tra poveri. "È uno scollamento che non ha voluto il sindacato, ha voluto il governo, ha voluto qualche rappresentante sindacale di Genova, che ha dichiarato se muore Taranto a noi non ce ne frega niente, l'importante è Genova, e quindi noi a tutti i livelli e tutti gli incontri stiamo dicendo che la vertenza Ilva è una che va dalla da Genova Novi Ligure a Taranto. .























