Ex Ilva, cassa integrazione per 1.400 dipendenti

05 giu 2019

La notizia era nell'aria, i metalmeccanici raccontano di telefonate informali in cui si spiegava la decisione dell'azienda di arrivare alla cassa integrazione ordinaria, e così è stato. L'annuncio è arrivato con un comunicato stampa. ArcelorMittal Italia, a causa della grave crisi di mercato, ricorrerà alla cassa integrazione ordinaria per un numero massimo di circa 1400 dipendenti al giorno, del siderurgico di Taranto per 13 settimane. Una decisione che arriva 6 mesi dopo l'accordo sindacale siglato al Mise, che ha portato all'assunzione di 10.700 lavoratori nei vari siti. 8.200 solo a Taranto, e alla dichiarazione di esubero di altri 2.586 dipendenti rimasti in capo all'Ilva in amministrazione straordinaria, in cassa integrazione straordinaria a zero ore. “Una decisione difficile”, la definisce l'amministratore delegato di ArcelorMillar Italia “ma le situazioni sono critiche in tutt'Europa. In ogni caso - ha poi aggiunto – ci tengo a ribadire che si tratta di misure temporanee”. La procedura di cassa integrazione riguarderà inizialmente i lavoratori dei reparti Colata continua numero 5, laminatoio a freddo e treni nastri. Una presa di posizione duramente contestata dai sindacati. Ed è possibile che nelle prossime ore ci siano diversi sit-in, mentre si valuta il ricorso allo sciopero. Nonostante questo scenario molto critico ArcelorMittal, conferma l'impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale, al termine dei quali, con un investimento da più di 2,4 miliardi, “Taranto diventerà il polo siderurgico integrato più avanzato e sostenibile di Europa”, sostiene la multinazionale. Da Sud a Nord è una giornata nera sul fronte del lavoro. Questa volta la notizia arriva da Sanguinetto, in provincia di Verona. Dopo 54 anni la Dado Knorr chiude lo storico stabilimento scaligero per spostare la produzione in Portogallo. La decisione della Unilever, proprietaria del marchio dal 2000 mette a rischio 76 posti di lavoro. “Non ci sarà nessuna chiusura dello stabilimento”, ha fatto sapere l'azienda. I sindacati, però, lanciano l'allarme.

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