Ex Ilva, il riesame non spegne l'Altoforno 2

07 gen 2020

Il Tribunale del Riesame salva l'altoforno 2 e riscrive il futuro, altrimenti assai difficile, del siderurgico di Taranto. Ridimensionati gli allarmi del Gip Maccagnano, che il 10 dicembre scorso, negando la proroga della facoltà d'uso, aveva giudicato ancora alti i rischi per i lavoratori che utilizzano quell'impianto, il Riesame accoglie il ricorso dei commissari straordinari, di cui pure riconosce l'impegno, negato invece dal Gip, per la parziale messa in sicurezza dell'AFO 2, che dovrà essere però ora completata nel termine di 14 mesi a decorrere dal 19 dicembre scorso, secondo un cronoprogramma che prevede, tra l'altro, sei settimane per l'adozione dei cosiddetti “dispositivi attivi” e 9 mesi per l'attivazione del caricatore automatico della massa a tappare. Nel frattempo, l'impianto potrà continuare a marciare, il che eviterà le ricadute occupazionali annunciate da Arcelor Mittal, pronto ad avviare le procedure di cassa integrazione straordinaria per 3500 lavoratori, qualora l'azienda fosse stata costretta a rinunciare a uno dei 3 altiforni ancora in attività. Una decisione, quella del Tribunale del Riesame di Taranto, che non mancherà poi di avere riflessi sulla trattativa in atto tra Governo e Arcelor Mittal per un rilancio più ecosostenibile dell'acciaieria tarantina, grazie anche all'ingresso in scena di una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati.

pubblicità