Riapre al pubblico la cascata delle Marmore

02 giu 2020

Anche Lord Byron fu stregato dalla possanza e dalla maestosità del salto di 165 metri che il Velino fa per tuffarsi nel Nera. “Odi frastuono d'acque! ” scrisse durante il suo Gran Tour nel 1817. La Cascata delle Marmore è la più alta d'Europa, con una portata di 12 metri cubi al secondo. Uno spettacolo unico ad appena un'ora e mezza di strada da Roma, nel cuore dell'Umbria. Dopo il blocco totale il parco ha finalmente riaperto “Neanche il Covid è riuscito e riuscirà a sconfiggere questa meraviglia alle mie spalle che è qui dal 2.300 anni grazie all'idea del Console romano Curio Dentato”. Quasi stessero aspettando questo momento, tanti turisti stanno venendo per trascorrere una giornata immersi nella natura. “Siamo di qua vicino, quindi è una passeggiata al volo”. “E' impressionante quello che danno queste cascate”. “Abbiamo approfittato che si poteva uscire dentro alla regione per fare un giro”. Lungo i percorsi, tutti a senso unico per evitare che i visitatori si incrocino, si trovano cartelli che invitano al rispetto delle norme di distanziamento sociale. “Gli ingressi contingentati alle biglietterie, le visite guidate solo su prenotazione, due sentieri particolarmente impervi e stretti, e quindi, diciamo, a pericolo di assembramento o di contatto, sono stati chiusi, ma sono visitabili su prenotazione”. Sebbene in parco abbia riaperto e si possano vedere da diversi livelli i tre salti, non tutti i sentieri sono accessibili. “Il parco è quasi interamente fruibile. Su sei sentieri ne sono attivi quattro, gli altri due su prenotazione e con visite guidate a numero chiuso. Il resto è praticamente fruibile nella sua bellezza”. Da oggi, poi, riapre anche l'area archeologica di Carsule, antica città di epoca romana posta lungo la via Flaminia, tra Terni e Sangemini. “Noi puntiamo più di sempre al turismo di prossimità, al cosiddetto turismo interno, nazionale. Questa zona di Terni, della Cascata delle Marmore, della Valnerina, del lago di Piediluco, che è a pochissimi chilometri, e tutto questo territorio dell'Umbria meridionale offre un insieme di possibilità naturalistiche, archeologiche, enogastronomiche, il turismo sportivo, che ha pochi eguali in Italia”.

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