Fashion week, la donna gentile di Alberta Ferretti

24 set 2020

È passato un po' di tempo, ma devo dire che è bello ritrovarla qui e vedere che anche questa settimana della moda è un po' anomala, sta prendendo il via e lo sta facendo per dimostrare che si deve andare avanti. “E' molto portante che lei capisca questo e che apprezzi, infatti io ero molto determinata. Ritengo che per la moda italiana sia molto importante essere qua tutti noi, con molta attenzione come lei vede. Abbiamo la fortuna di avere questo spazio meraviglioso che il Comune di Milano, la direzione di questo castello ci hanno concesso. Con la massima sicurezza, però dobbiamo tornare a vivere, a sfilare, a pensare all'industria, a pensare alle persone che lavorano, a creare di nuovo emozioni, a rendere interessante il nostro mondo. Sempre con molta attenzione tenendo conto che sono momenti particolari, dove la moda deve parlare anche un linguaggio giusto”. L'importante, poi, è essere qua in presenza, è fondamentale il contatto umano. “Il contatto umano, le emozioni che può dare una sfilata. Ma anche ai noi designer tutto sommato ci mette in un confronto più diretto, perché dal video, tutto sommato, non vedi le espressioni delle persone, non riesci a capire che cosa accadde veramente. E' giusto che raccontiamo la moda, che supportiamo soprattutto anche il mondo della moda, le persone che ci lavorano, l'indotto che dà moda la moda. La moda in Italia ha un ruolo importante nell'economia. Per cui bene le emozioni, bene il lavoro, bene che si continui ad andare su una strada che era nostra perché il Made in Italy è sempre stato punto di forza. Penso che tutti c'è l'abbiano invidiato per la qualità, per quello che facciamo nello stile. Naturalmente oggi, pensando alla collezione per la prossima stagione, per il prossimo anno, è normale chiudere gli occhi e riflettere bene, guardare le donne, che dico sempre che sono le mie muse ispiratrici, e mai come in questo momento cerco di essergli vicino, e credo che ci voglia una moda che le faccia sentire bene, a loro agio, che non urli, ma che comunque sia donante, sia piacevole, che abbia rispetto anche della donna”.

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