Firenze, condanna per femminicidio dimezzata

12 nov 2021

Si chiamava Qianying Liu. Aveva 21 anni, di nazionalità cinese. È stata strangolata durante il viaggio di nozze in Italia in questo ostello, a Firenze, tre anni fa, dal marito che aveva sposato un mese prima. L'uomo, Tun Nay Bustos, del Myanmar, che allora aveva 30 anni, non tentò di scappare. Si recò alla reception per dare l'allarme, poi si mise sulle scale e cominciò a piangere. Un turbamento reale secondo i giudici della Corte d'Appello che classificando il delitto d'impeto ha per questo ridotto la pena dai 30 ai 16 anni con le attenuanti. Occorre valorizzare - è scritto nelle motivazioni che faranno discutere - il profilo psicologico del comportamento dell'imputato nell'immediatezza del fatto. Reazione che vale molto più di tanti pentimenti e richieste di perdono sbandierate in udienza a distanza di giorni, se non mesi. La Corte ha invece respinto la richiesta della difesa di riconoscere la circostanza attenuante della provocazione. Tun Nay Bustos non avrebbe commesso il delitto in reazione a presunti continui soprusi che - si sottolinea ancora nella sentenza - troverebbero riscontro solo nelle affermazioni dello stesso imputato. L'omicida, reo confesso, con rito abbreviato era stato condannato in primo grado a 30 anni.

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