Firenze, inaugurazione con Mehta e Mattarella

22 dic 2021

Aggiungere la parola "per sempre" ad un sodalizio che dura circa 50 anni. La nuova sala sinfonica, dedicata al maestro Mehta, è un sigillo dell'unione tra Firenze e il suo maestro. I lunghi applausi si sovrappongono quando entra il Presidente della Repubblica, in questa che è l'ultima uscita ufficiale. Tutti in piedi per l'inno, poi inizia il concerto. La messa di gloria di Puccini e la settima sinfonia di Beethoven per chiudere il settennato. Quest'ultima infatti è stata richiesta proprio dal Quirinale, spiega Mehta, "ogni impeto, ogni brano e tumulto del cuore diventa qui una deliziosa esuberanza della gioia", scriveva sul capolavoro ottocentesco Wagner. In bilico tra la malinconia e il sorriso che chiude l'ultimo vortice. Ogni riferimento è forse casuale. "Per favore, questa è la sua casa, quando vuole, con sua figlia può venire quando vuole".

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