Si sono dati anche un nome: "Q2", come il quartiere borghese di Firenze dove sono nati e cresciuti e che è diventato per circa due anni il regno della loro baby gang. Nella foto due dei ragazzi che avevano appena aggredito un loro coetaneo, il fermo immagine nell'atto di dividersi i pochi spicci rubati. "Il ragazzo, molto impaurito, gli ha consegnato tutto ed è andato via. Dopo l'accaduto ha raccontato tutto ai genitori e sono venuti nel pomeriggio a denunciare il fatto". Un episodio non isolato, sono una decina le denunce raccolte dai carabinieri, presumibilmente solo una parte delle aggressioni compiute dal gruppo di una ventina di adolescenti, quasi tutti i maschi, dai 15 ai 18 anni, alcune ricostruite grazie alle telecamere di sorveglianza. L'ultimo minore è stato fermato pochi giorni fa, è indagato per tre rapine e il giudice lo ha destinato, in attesa di un processo, in una struttura fuori regione. "Perché è importante denunciare?" "Perché se uno non viene a denunciare il fenomeno aumenta sempre di più". È grazie infatti a questi atti di coraggio delle giovani vittime che gli episodi violenti sembrano essersi fermati, l'ultimo atto formale e dell'estate scorsa.