Fivizzano, il presidente Mattarella a ricordare la storia

25 ago 2019

Il calendario del secondo giro di consultazioni è lì che aspetta di essere scritto, mentre a Roma si vivono ore concitate. Decisioni chiare e in tempi brevi ha chiesto il capo dello stato Sergio Mattarella, che in attesa di indicazioni dai partiti, non ha cancellato i suoi impegni istituzionali e ha voluto ricordare la nostra storia di dolore a Fivizzano, luogo di una delle sanguinose stragi naziste. Sarebbe ingannevole pensare che quegli episodi siano avvenuti perché si trattava di un un'altra, di un'altra epoca. Di un'epoca ben diversa che se chi se n'è reso colpevole appartenga a un tempo un luogo lontani che non sono quelli di oggi. La pretesa che in fondo quei morti, quelle distruzioni non siano attuali e che quindi non ci riguardino quasi che fossero altre le comunità colpite, estranee le condizioni è infondata. Quelle vicende non sono un passato doloroso ma archiviato, anzi da dimenticare. Presidente Mattarella ha ricordato come a quelle stragi abbiano contribuito anche brigatisti neri repubblichini e ha ribadito che l'Unione europea è garanzia di libertà e democrazia. Parole pronunciate davanti al Presidente della Repubblica federale tedesca, Steinmeier qui dopo 75 anni per chiedere perdono. Sono oggi davanti a voi come presidente federale tedesco e provo solo vergogna. Oltre 400 morti in Lunigiana, chiamata la Valle delle Croci. Il loro ricordo è ancora vivo. Hanno ucciso fino una bimba chi aveva sei mesi. Come si chiamava? Vincenti Laura.

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