Formia, molti pazienti campani nell'ospedale pontino

16 nov 2020

In queste settimane Formia è diventata una città di frontiera. A 15 chilometri dal confine tra Lazio e Campania l'ospedale Dono Svizzero della città Pontina è diventato il porto sicuro per tanti residenti campani in cerca di un'alternativa alla sanità della loro regione. Stiamo viaggiando a una media di 10 persone che vengono da fuori provincia e fuori regione. Nelle prime due settimane di novembre qui si sono presentate 96 persone residenti nelle province di Napoli e Caserta e altre 10 sono andate all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina. In questo momento la direttiva regionale della struttura può contare su sei posti di terapia intensiva Covid, dove vengono ricoverati con supporto ventilatorio non invasivo, non vengono intubati. In questo momento non abbiamo posti disponibili. Considerate che l'ospedale di Formia ha un'utenza non legata solo alla città, ma legato a nove comuni del Sud pontino, isole comprese. Quindi sono abituati a questo tipo di emergenza. Non solamente i pazienti Covid, al Dono Svizzero sono arrivate in pronto soccorso varie emergenze e c'è stato anche chi per arrivare qua ha pagato fino a 2000 euro per un'ambulanza privata, ma da quando domenica la Campania è diventata zona rossa, la migrazione verso il Lazio si è praticamente fermata. Giusto che accolgano tutti perché nel Nord del casertano stanno avendo tante difficoltà e quindi è stato a mio avviso un ottimo modo per supportare regioni vicine che hanno problemi maggiori dei nostri. "La sanità è di tutti", ricorda la sindaca, lanciando un messaggio importante in questo momento così difficile in cui chiudersi è un'alternativa facile. Nel momento in cui mi chiedono cure, le devo dare. La porta è aperta a tutti.

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