Francia, schiaffo a Macron: condanna unanime della politica

09 giu 2021

Un giovane di 28 anni, immerso nella passione per il Medioevo, con posizioni politiche di area monarchica e di estrema destra. Sarebbe questo il profilo di Damien, protagonista dello schiaffo al Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron. Un'aggressione insignificante quanto le conseguenze materiali, ma dal forte valore simbolico e che ha scatenato la discussione sul tema della sicurezza del Capo dello Stato. Le immagine hanno fatto rapidamente il giro del mondo, durante la visita a Tain-l'Hermitage nella Drome, Emmanuel Macron, con un tipico fuori programma, corre verso la piccola folla dei sostenitori e riceve uno schiaffo. Il Servizio di Sicurezza Personale del Presidente è stato fulmineo: allontana il Capo dello Stato, isola e ferma subito due persone. Al momento dello schiaffo, il sospetto ha gridato: "Montjoie Saint-Denis!". Parole che lo collegano appunto, ai "realisti" e ai "monarchici". Sporadico ma significativo anche il suo sostegno al Movimento dei Gilet Gialli. l'aggressore e il coetaneo che si trovava con lui rischiano fino a tre anni di carcere e 45mila euro di multa. L'episodio ha fatto registrare un'ondata di solidarietà unanime che ha attraversato l'intero arco costituzionale francese. Basti dire che hanno condannato con parole nette, il gesto, sia l'estrema destra di Marine Le Pen, che l'estrema sinistra di Jean-Luc Melenchon. Il Primo Ministro, Jean Castex, ha sottolineato che nessun gesto di violenza può fare parte del dissenso politico. Macron, in questo buon alunno di Nicolas Sarkozy, violentemente strattonato nel 2011, aveva reagito proseguendo il suo programma, incontrando altri sostenitori e senza modifiche alla tabella di marcia. In un secondo tempo, ha ribadito la condanna totale per la violenza e per la stupidità come forme di dissenso politico. Se l'accaduto sarà per lui un male, dagli effetti positivi, è forse troppo presto per dirlo. Le Regionali del 20 e 27 giugno incombono, ma all'orizzonte c'è la sfida vera, le Presidenziali, il cui cammino è per ora lastricato di reazioni frettolose e più che sui temi di fondo, specchio di una società nervosa, provata dalla crisi sanitaria che si era abbattuta su un paese, la Francia, già lacerato dalle crisi e delle ineguaglianze sociali.

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