Funivia, procura Verbania ricorre contro ordinanza Gip

09 giu 2021

La scarcerazione degli indagati per la tragedia del Mottarone ha generato polemiche. Il passaggio del fascicolo del Gip supplente che ha preso la decisione a quello titolare pure. Il Presidente del Tribunale di Verbania è intervenuto con un comunicato, annunciando assoluto riserbo. Non saranno fornite spiegazioni ne giustificazioni, se non in sedi istituzionali, adeguandosi, si scrive, a regole di comportamento quali dovrebbe convenire ad ogni giudice coinvolto in complessi procedimenti. La Procura ha depositato il ricorso al Tribunale del riesame sulla sentenza di scarcerazione, in difesa del proprio quadro indiziario. Non solo Tadini, il capo servizio agli arresti, che ha ammesso di aver attivato i forchettoni inibendo il freno, era consapevole di aver aggirato il sistema di sicurezza. Il sospetto degli inquirenti, rafforzato dalle dichiarazioni di alcuni dipendenti, è che sia Nerini, il gestore, che Perocchio, direttore dell'esercizio, ne fossero al corrente. Entrambi sono ora a piede libero. La cabina della funivia è in un luogo impervio, ci vorranno un progetto e dei mesi per rimuoverla. Forse sarà sezionata. Il lavoro dei periti è essenziale per comprendere l'origine della caduta, a partire dalla rottura della fune ritrovata sfilacciata. L'incidente probatorio richiesto dagli indagati, secondo la Procura, pregiudicherebbe le indagini. Per i legali la fune rischia di deteriorarsi. La decisione arriverà dal nuovo Gip, incaricato a breve. Anche gli avvocati di Eithan, il bimbo di 5 anni unico superstite, hanno individuato il loro perito in quanto parte civile. Ne hanno parlato con la procuratrice Bossi. Eithan, ricoverato e assistito da psicologi, si sta riprendendo e ora è a conoscenza della tragedia che ha portato alla morte di 14 persone, tra cui la sua famiglia. "Purtroppo sta imparandolo attraverso la famiglia e gli psicologi".

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