Fvg, Riccardi: "Dal 29 novembre in zona gialla"

20 nov 2021

"Vicepresidente, grazie. Ci racconti qual è la situazione lì da voi". "Grazie a voi. Mah insomma, la situazione è abbastanza chiara, la tendenza alla crescita della circolazione del virus aumenta, naturalmente assistiamo ad un rapporto tra contagio e domanda ospedaliera molto diversa da quella che abbiamo visto l'anno scorso, questa cosa si chiama vaccino, ma è evidente che ormai i livelli delle soglie per il passaggio in zona gialla credo che sono superate, quindi dalla prossima settimana noi entreremo in zona gialla". "E quindi che cosa succederà vicepresidente?". "Mah insomma, non ci sono grandi cose rispetto alla zona gialla, insomma c'è la mascherina all'aperto, c'è qualche restrizione purtroppo per qualche attività, ma sono cose abbastanza limitate, io credo che i temi veri stanno nelle cose che voi avete raccontato nel vostro servizio, c'è un tema di accelerazione di terza dose, c'è un tema di allineare la durata del Green Pass a quella che è l'efficacia del vaccino e c'è anche il tema di distinguere, secondo me, io condivido molto quello che ho ascoltato dal Sottosegretario Costa ed è la posizione delle regioni, di distinguere quelle che sono le condizioni delle persone che hanno scelto di vaccinarsi rispetto alle altre. Naturalmente, distinguendo quelle che per ragioni di salute non posso vaccinarsi". "Lei è anche per questo Green Pass rinforzato che in qualche modo, possa escludere i tamponi per accedere alla carta verde?". "Assolutamente sì, guardi il vaccino non è ormai soltanto una risposta di natura sanitaria, è una risposta di natura sociale. Perché è evidente che c'è la parte sanitaria, ma c'è la conseguenza alle azioni di natura sanitaria che riguardano il tema delle relazioni sociali, le attività economiche. Io non credo che il Paese si possa permettere il lusso di nuove chiusure, quindi il passaggio che può consentire questo è sicuramente il distinguere le persone vaccinate dalle altre. Noi sappiamo che il vaccino non blocca l'infezione, però blocca la malattia. E questo è il punto importante sul quale tutti quanti ci dovremmo concentrare". "E per quanto riguarda invece, poi la saluto, come diceva la posizione delle regioni, voi sareste anche pronti a fare uno strappo, per imporre dei limiti più stringenti a chi non è vaccinato?". "Mah guardi, se mi parla di uno Stato istituzionale, no. Io credo che il lavoro del Governo con le regioni, sia sempre stato nel cercare di trovare le composizioni e mi pare che al di là di alcune diversità di posizione nel corso di questi quasi due anni, ci siamo riusciti. Sullo strappo nei confronti di coloro che continuano a dire che questa malattia non esiste e urlano: libertà, libertà, libertà! Guardi, io sono 20 mesi che sono sul fronte, ho visto gente morire, ho visto gente mancare senza i propri cari vicino, ho visto gente ammalarsi e io penso che la libertà sia una cosa molto diversa da quella che raccontano i No Vax, che tra l'altro sono una delle componenti dell'andamento del nostro contagio, perché le manifestazioni che ci sono state sicuramente hanno dato il loro contributo e sicuramente non ci aiutano nell'unica risposta vera che abbiamo, che è quella della campagna vaccinale che deve proseguire a partire dalle terze dosi".

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