G20 Roma, Draghi: accordo difficile ma è stato un successo

31 ott 2021

L'obiettivo del 70% del mondo vaccinato entro giugno del 2022. La Global Minimum Tax per le grandi multinazionali. Aver fissato a 1,5 gradi il limite del riscaldamento globale e entro o intorno a metà secolo l'obiettivo del saldo zero di emissioni di anidride carbonica. Sono, né è convinto Mario Draghi, gli ingredienti che fanno del G20 di Roma un successo, un vertice che ha assegnato la condivisione di ambizioni e obiettivi che prima paesi come Cina, India e Russia neanche riconoscevano. "Siamo riusciti nel senso di mantener vivi i nostri sogni, impegnarci a ulteriori, ulteriori provvedimenti, ulteriori stanziamenti giganteschi di denaro, ulteriori promesse di riduzione. C'è stato un impegno collettivo a essere più, come dire, più concreti e più seri anche nelle azioni che intraprenderemo in futuro." Sono fiducioso sulle capacità ritrovate del G20 di far fronte alle crisi epocali, dice Draghi, ma aggiunge, siamo solo all'inizio. L'accordo sulle emissioni con lo stop ai finanziamenti pubblici a nuovi impianti a carbone insomma è valutato positivamente. Una risposta agli attivisti che ci spingono. Stiamo sul pezzo, sottolinea il Presidente del Consiglio. "Rispetto alla situazione precedente, di nuovo, l'impegno è un pochino più verso il 2050 oggi nel linguaggio del comunicato e non è un impegno preciso nel 2050 ma prima però era un impegno assolutamente assente sul 2050, si parlava addirittura verso la fine del secolo." L'accordo è un buon viatico per il Cop26 che segue a ruota il G20, sarà il luogo, dice Draghi, dove scopriremo enormi sinergie con il settore privato nella lotta contro il cambiamento climatico. Il denaro non è un problema, le stime parlano di 140 trilioni di dollari disponibili. La politica deve fare la differenza, sulle questioni ambientali Draghi ringrazia un alleato importante. "Papa Bergoglio è un alleato non solo del G20 ma è un alleato su tutto ciò che concerne il clima e la conservazione dell'ambiente e della Terra." E Draghi non dimentica di ringraziare Angela Merkel per la sua inestimabile leadership per costruire consenso, dopo averlo di nuovo lodato, perché dice, permette di ascoltare, convincere e condividere gli obiettivi, gli chiedono se sia lui il leader mondiale del multilateralismo, risponde di no compiaciuto.

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