Gaia e Camilla, motivazioni condanna Genovese

18 feb 2021

Gaia e Camilla sono state uccise mentre attraversavano sulle strisce col semaforo verde pedonale, travolte dall'auto di Pietro Genovese che non solo aveva nel sangue alcol 3 volte in più del consentito, ma correva superando il limite di velocità previsto e per di più usando il cellulare per mandare video e messaggini, propio mentre guidava. Il giudice Gaspare Sturzo ha depositato le motivazioni della sentenza con cui il 19 dicembre ha condannato il giovane figlio del regista Paolo Genovese a 8 anni di carcere. Non ha accolto la tesi della difesa per cui le ragazze avrebbero attraversato corso Francia dove non potevano, magari in un gioco rischioso che qualcuno aveva pure ipotizzato, ma anzi sottolineanato l'elevato grado di colpa dell'imputato che avrebbe potuto evitare l'incidente frutto anche di una sua negligente scelta di mettersi alla guida dopo aver fatto uso di alcol. Le ragazze si erano fermate per aver notato alla loro sinistra provenire ad alta velocità tre auto impegnate di fatto in una gara di sorpassi, scrive il GUP che sottolinea ancora come Genovese abbia effettuato quei sorpassi, nonostante le condizioni in cui era. La motivazione della sentenza è una conferma netta della piena regolarità di condotta di Gaia e Camilla, commenta Franco Moretti, legale della madre di Gaia. Non potrà lenire il dolore per la perdita della figlia, ma darà alla madre, conclude, la pace di vederla riabilitata da insinuazioni sul suo comportamento di quella serata.

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