Genitori di bimbi disabili senza vaccino: "Inconcepibile"

09 mar 2021

Io ho mia sorella. Viviamo nello stesso stabile, ancora oggi dopo 10 giorni in terapia intensiva di covid, è un miracolo che io e mio marito non ci siamo contagiati. Lei si chiama Maria Panico ed è mamma di Cristina, una ragazzina di quasi 15 anni con una rara malattia genetica che le causa una grave disabilità. Maria come tanti care giver e disabili in Campania e in altre regioni non ha idea di quando potrà fare il vaccino anti covid. È impossibile che uno stato che si definisca civile non affronti il problema dei genitori che ogni giorno devono combattere con bambini che richiedono anche un impegno fisico disumano. Stiamo parlando di bambini come il caso di mia figlia di un metro e 70, 60 chili di peso, che noi dobbiamo vestire, lavare, cambiare, imboccare, questo h24. Noi genitori spesso siamo stati svegli 24 ore di fila, 24 ore in cui i bambini come Cristina si dimenano, tirano calci, urlano, piangono, si picchiano, ma tu immagini se ci contagiamo di covid e richiediamo anche un'assistenza ospedaliera? Chi penserebbe a Cristina? Chi? Abbiamo chiesto al segretario nazionale dei medici di famiglia e presidente dell'ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti, perché ci troviamo in questa situazione. Questo Paese ha scelto di agire per categorie, non ha scelto di agire sulla vulnerabilità. In questo credo ci sia un errore profondo, se noi abbiamo dosi massive di vaccini era naturale cercare di vaccinare il più velocemente possibile il maggior numero di persone, quindi si fanno le vaccinazioni più semplici. Quelli che si possono muovere, anche in quel caso riceve l'effetto gregge e puoi in qualche modo risolvere il problema. Nel momento in cui invece si ha poche dosi di vaccino avrebbe dovuto scegliere i gruppi di pazienti più vulnerabili, è chiaro invece che in questa fase noi stiamo mischiando le due cose, senza ottenere effetti significativi per l'effetto gregge, senza avere effetti protettivi per i vulnerabili.

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