Genova, terminalisti pagheranno tamponi a dipendenti porto

13 ott 2021

Sale la tensione a Genova a due giorni dall'obbligo di Green pass per accedere alle aree portuali. Agitazione che non si placa neanche dopo la decisione di alcuni terminalisti di pagare i tamponi ai dipendenti non vaccinati, un 20% dei lavoratori del porto. Confindustria ribadisce che non devono essere le aziende a farsi carico dei tamponi, ma ognuna è libera di scegliere e così alcune hanno dato disponibilità come le aziende di VTE e Seccapra, Porto Petroli e la stessa Compagnia Unica. Il tutto mentre a partire da venerdì diventerà possibile per portuali e autotrasportatori effettuare un tampone rapido o molecolare direttamente agli ingressi di tre aree portuali genovesi. Decisione che arriva dalla prefettura dopo l'incontro con le autorità sanitarie e le parti della filiera portuale, con la differenza che per gli autotrasportatori nessuno è disposto a pagare i tamponi. Categoria che a Genova è in stato di agitazione da lunedì al terminal contenitori più importante del porto dove si intrecciano la protesta dei tir allo sciopero a singhiozzo dei dipendenti sul contratto integrativo, rallentando di fatto le operazioni di carico e scarico. Alla vigilia dell' obbligo di Green pass, presidio previsto a Palazzo San Giorgio sede dell'autorità portuale di Genova per ribadire la richiesta di tamponi gratuiti. Molti nodi ancora da sciogliere e test rapidi sold out fino a dicembre nelle farmacie genovesi. Secondo Federfarma impennata di prenotazioni, una spesa stimata in €480 per ogni lavoratore al netto di piccole agevolazioni.

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