Giornata UE della privacy, Stanzione: serve uno statuto sui neurodiritti

28 gen 2021

Oggi per lo stesso motivo monitoriamo con attenzione l'evoluzione dei social network, interveniamo affinché le nuove tecnologie possano essere uno strumento sicuro per tutti, specialmente per i minori. Privacy e neurodiritti; un tema che può spaventare, ma in realtà un campo dove si incontrano etica, discipline giuridiche, nuove tecnologie e le frontiere più avanzate della scienza. Oggi assistiamo con la rivoluzione del digitale e soprattutto dell'intelligenza artificiale ad un passaggio epocale, un passaggio in cui il superamento prometeico del limite finisce con il rovesciare nel suo inverso il mito antropocentrico dell'uomo dominatore della tecnica considerata estensione del suo stesso io. - E il richiamo più immediato è quell frankestein di Mary Shelley dove la creatura frutto degli esperimenti l'uomo si ritorce contro se stesso. - Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è infatti anche giuridicamente lecito ed eticamente ammissibile. - Occorre cautela, insomma, per questo, secondo il garante, servirebbe uno statuto ad hoc. Tra i progetti neuro tecnologici più significativi, quello elaborato da Elon Musk per l'installazione nel cervello di chip che consentiranno di contenere gli effetti di patologie neuro degenerative e di potenziare le capacità cognitive e addirittura anche salvare ricordi e scaricarli su un altro corpo o robot, amplificandoli o cancellandoli selettivamente. - Il rischio, insomma, non è solo l' hackeraggio del cervello, prospettiva di un tale riduzionismo biologico da atterrire comunque, chiunque quanto prima ancora la legittimità e l'ammissibilità etica di un intervento eteronomo sul processo cognitivo.

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