I numeri della pandemia: bollettino del 28 dicembre

28 dic 2020

I casi di oggi che sono poco più di 8500, un numero molto basso, naturalmente se preso in senso assoluto rispetto alle settimane scorse, il problema è che anche il numero di tamponi è straordinariamente basso, negli ultimi 3 giorni abbiamo quasi smesso di fare tamponi, ora questa cosa qui non è che sia proprio obbligatoria, nel senso che per dare un'idea negli Stati Uniti hanno continuato durante i giorni del 25, 26, 27, 28 dicembre a fare gli stessi tamponi di prima, da noi no, in altri Paesi non ci sono ancora dati confrontabili. Quello che è certo è che non facendosi tamponi è chiaro che trovi meno casi, ma soprattutto può essere falsato tutto perché è più probabile quando se ne fanno pochi che si facciano magari a chi ha i sintomi, che si faccia meno tracciamento, quindi è più probabile che emergano dei positivi, probabilmente. Questo fa sì che la percentuale di positivi resti alta, resta al 12,5% %come gli ultimi 3 4 giorni, adesso magari parleremo con i nostri ospiti di quanto questo dato sia credibile, affidabile, visto appunto un numero di tamponi cosi basso. Sostanzialmente solo il Veneto ha fatto tamponi, la Lombardia ha fatto 4000 tamponi che è un dato bassissimo, è 10 volte meno di quello che faceva al picco della sua capacità diagnostica. Vediamo il cartello 39 che è quello elaborato proprio dal professor Sebastiani, aggiornato con i dati di oggi, che la curva con l'andamento dei positivi, non sui tamponi fatti, ma sui singoli casi testati, vediamo che anche qui c'è questa impennata nell'ultimo periodo e sarà argomento di discussione capire quanto c'è di inaffidabilità statistica per i pochi tamponi, quanto c'è invece di 0, vera recrudescenza diciamo della curva del contagio. Andiamo ai decessi che sono purtroppo in aumento rispetto ai giorni scorsi, anche il numero dei decessi naturalmente può risentire di ritardi di notifica dovuto ai festivi, comunque sono 445, la tendenza è in calo e l'abbiamo già detto più volte, naturalmente in 445 è un dato, in senso assoluto, alto, nel senso che siamo non lontani da cifre viste anche nelle scorse settimane, come vediamo dall'istogramma, però, appunto, la tendenza è indubitabilmente in calo, se presa come media di periodo. Le terapie intensive scendono di 15 unità, con un andamento particolare, scendono ad esempio in Veneto, dove sappiamo c'è l'unica regione in controtendenza, stanno salendo, invece oggi scendono, salgono in Emilia Romagna e nel Lazio, il dato nazionale una discesa molto piccola di 15 unità e gli ingressi sono stati 167 quest'oggi in terapia intensiva, se vediamo il cartelllo successivo con l'istogramma con gli ingressi per giorni, eccolo qui, anche qui c'è una tendenza al calo, ricordiamo che questi sono coloro che ogni giorno hanno bisogno della terapia intensiva a causa del Covid e vediamo che scendono, ma non è una discesa così netta, continuano a esserci questi ingressi in terapia intensiva con un ordine di grandezza che non è del tutto imparagonabile con quello che abbiamo visto anche due settimane fa. I ricoveri aumentano, oggi sono 361 in più, sono due giorni che aumentano, anche qui va valutato se l'inizio di una inversione di tendenza dopo un periodo lungo di un mese di discesa, o se anche qui risente di notifiche di problemi legati alle festività.

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