Si torna a parlare spesso di SPID anche perché, nel mese di aprile, scadranno i contratti proprio per la gestione di quello che è, per l'appunto, il sistema pubblico d'identità digitale. Andiamo a vedere in questa grafica chi sono i gestori. Sono società, aziende private, non sono tantissime, solo 10 in tutto. Ebbene, ad aprile scadono i contratti, appunto, per l'offerta di questo servizio e, fanno sapere questi gestori, di non essere intenzionati a rinnovare il contratto alle condizioni attuali, vediamo perché. Allora, innanzitutto lo SPID è molto utilizzato nel nostro Paese. Sono oltre 34 milioni i cittadini che l'hanno attivato ed è un numero che va crescendo di anno in anno. Le pubbliche amministrazioni che hanno adottato il sistema sono oltre 12 mila, invece, è pochissimo, un numero irrisorio, lo vediamo i servizi privati fornitori. Sono 155, un dato che ci fa vedere qual è la difficoltà dei gestori di SPID perché, da contratto i gestori di SPID devono fornire questo servizio gratuitamente per i cittadini, mentre potrebbero richiedere un pagamento ad esempio, ad aziende private. Ma come vediamo sono pochissime. Quindi, per il momento, la gestione dello SPID è stato più che altro un onere più che un guadagno per questi gestori. Eppure, vediamo gli accessi ai servizi pubblici tramite SPID sono tantissimi nel solo 2022 sono stati un miliardo, decisamente di più rispetto invece agli accessi che avvengono tramite carta d'identità elettronica sono 21 milioni che invece è il sistema su cui, attualmente, il Governo vorrebbe puntare, nel tentativo, appunto, di uniformare quella che è l'identità digitale. Identità digitale che è necessario uniformare anche a livello europeo, l'ha fatto sapere la Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen dicendo: "Ogni volta che un sito web ci chiede di creare una nuova identità digitale, non abbiamo idea di che cosa ne sia veramente dei nostri dati. Per questo motivo, la Commissione Europea proporrà un'identità digitale europea sicura".























