Il Lazio ha tenuto grazie a tempestività e organizzazione

11 apr 2020

Dalla lunga conferenza stampa, dalle parole del Presidente della Regione Lazio, è emersa la consapevolezza di aver lavorato con tempestività, fino dal 21 Gennaio per evitare che il virus si estendesse. Lo si è fatto attraverso la creazione di triage esterne ad esempio, e attraverso una rete di ospedali dedicati esclusivamente al Covid-19.Questo ha fatto la differenza. Ma si continua a lavorare con un rafforzamento della rete territoriale. Verranno, ad esempio, assunti 580 infermieri e soprattutto si comincerà a testare parte della popolazione, quella più a rischio attraverso test sierologici che ormai è certo, sono affidabili. Iniziamo con la certezza scientifica di cui avevamo bisogno. Grazie anche alla collaborazione dello Spallanzani e dei centri di ricerca che ci accompagnano in questa ricerca, l'avvio della prima campionatura di test sierologici, trecentomila come primo stock omogeneo. Cominceremo, come ha detto il dottor Ippolito, dal personale sanitario, le forze dell'ordine, e avendo poi costruito nel tempo questa banca dati e lo studio, ovviamente continueremo. La Regione Lazio ha adesso a disposizione un documento ufficiale stilato da esperti con linee scientificamente validate che ne attestano l'attendibilità. Uno studio che parte dal cluster di Nerola. Lo studio di approfondimento diagnostico fatto su tre bracci, vediamo su tampone naso-faringeo, su siero venoso e su siero da capillare, ha dato un risultato pressoché sovrapponibile, per cui possiamo dire che test rapidi che possono essere utili dal punto di vista della sorveglianza virologica sul territorio e quindi dal punto di vista epidemiologico e servire anche grandi masse sono assolutamente utili. Dal punto di vista della sorveglianza e dello studio della diffusione del virus sulle popolazioni a rischio, uno strumento fondamentale. Utilizzeremo entrambi a seconda anche della numerosità del campione. Per cui, per esempio, negli operatori sanitari, dove sarà anche più possibile, essendo all'interno di strutture ospedaliere fare il prelievo venoso probabilmente utilizzeremo questa, diciamo, metodica, mentre per quanto riguarda popolazione un po' più numerose e che non hanno possibilità, insomma, di avere ambulatori e quant'altro, eccetera. Il test rapido in questo caso può essere assolutamente utile ed è quello che probabilmente faremo, l'assessore ha annunciato che faremo questo per gli operatori dell'ordine pubblico, quindi Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, insomma, personale del RSA e pazienti del RSA che come abbiamo visto, si sono dimostrati spesso purtroppo dei cluster. Il documento potrebbe aprire la strada a un'estensione dei test sierologici, ad esempio, a chi lavora nei trasporti o nella grande distribuzione, ma solo di concerto con le direttive nazionali perché, superata l'emergenza stringente, nella fase due, quella della ripresa delle attività sociali e produttive, chi non ha gli anticorpi sarà ancora suscettibile di infezione. Aspetto da tenere ben presente questo nell'attesa che venga testato, prodotto, e poi distribuito e somministrato un vaccino.

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