Il no di Civitavecchia ai rifiuti di Roma

26 nov 2019

“Sono arrivati i camion da Roma?” “Guardi, no, io non li ho visti ancora”. Nei pressi della discarica di Fosso Crepacuore i vigili urbani controllano gli accessi. I camion AMA non sono ancora arrivati. È qui che Virginia Raggi, capo della città metropolitana, ha ordinato 24 ore prima che si portino gli scarti dei TMB romani, cioè ciò che resta quando l'indifferenziato viene trasformato in combustibile. La discarica di Colleferro, destinata ad accoglierli, è chiusa dai primi di novembre e se finora AMA ha tamponato il problema conferendo le 1.100 tonnellate giornaliere dove poteva, ora si rischia nuovamente il caos a Roma. La Municipalizzata perciò ha interessato gli enti preposti e il Comune ha risposto così. Una soluzione temporanea, che ovviamente è osteggiata dei civitavecchiesi. “Non siamo d'accordo”. “E' solo per 15 giorni”. “Sicuro? Non credo”. “Ma secondo lei, ma che dobbiamo dire? La centrale, il porto, l'inceneritore, di tutto e di più. Siamo lo scarico di tutti?”. Il primo a ribellarsi in realtà è il sindaco Ernesto Tedesco, leghista, eletto da cinque mesi, che annuncia forti azioni di contrasto. “Questo è un problema enorme per noi. In questa ordinanza si parla di 1.000 tonnellate al giorno di rifiuti nella nostra città. Io non vorrei che adesso si fa questa prova 15 giorni e poi si ritorna. Sto aspettando che la ASL mi relazioni e non solo, ho attivato anche un gruppo di lavoro che deve studiare anche sotto il profilo giuridico”. Il timore, in effetti, è che 15 giorni diventino molti di più. Si vuole vedere chiaro sulla capienza residua dell'impianto, che peraltro si trova su un torrente. Dopo le ultime piogge, l'acqua scorre copiosa dinanzi all'ingresso e su una strada dissestata su cui quotidianamente devono passare decine di camion a pieno carico. “A quanto mi risulta, chi ha redatto quell'ordinanza non si è posta nemmeno, forse, il problema di capire se la discarica fosse in grado ed è in grado di recepire quella quantità di rifiuti”. E' comunque indispensabile trovare subito nuovi sbocchi. In Regione giacciono le richieste per l'apertura di tre nuove discariche, altri impianti sono chiusi pur avendo capienza residua e dal 1° gennaio Colleferro sarà dismessa definitivamente nonostante un'autorizzazione ambientale valida fino al 2022 e un inter di messa in sicurezza per la chiusura di cui non si conosce l'avanzamento.

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