Il photo road nel Belice, Gibellina museo a cielo aperto

26 lug 2019

Gli edifici si ricoprono di immagini. Per le strade e nelle piazze vengono allestite mostre e installazioni fotografiche. L’arte torna protagonista tra i vecchi ruderi e il nuovo centro abitato della Gibellina distrutta, come altri 20 paesi della Sicilia occidentale, dal terremoto che nel 68 uccise 300 persone e ne lasciò senza casa 90000. Diventata già durante la ricostruzione laboratorio sperimentale di arte e architettura, con le celebri e discusse opere come il Grande Cretto di Alberto Burri, che con una colata di cemento ricoprì le macerie del centro storico, Gibellina si trasforma ora nel più grande museo a cielo aperto in Europa. L'occasione è il PhotoRoad, il primo festival di fotografia open air in Italia con la partecipazione di artisti da tutto il mondo e con un fitto programma di videoproiezioni, incontri, visite guidate, vedrà esposte fino alla fine di agosto le opere dei più grandi maestri della fotografia, come Joan Fontcuberta e il suo foto mosaico murale, composto da 6075 mattonelle che contengono le immagini scattate e inviate all'artista dagli abitanti della città. Con i suoi 13 metri d'altezza questa gigantesca opera collettiva dal titolo Gibellina Selfie, lo sguardo di tre generazioni, verrà donata alla città e qui rimarrà come installazione permanente e diventando nelle intenzioni dell'artista parte del tessuto urbano e icona della stessa Gibellina.

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