Il Te Diegum e la celebrazione di una leggenda

27 nov 2020

Il significato secondo me più profondo che con Te Diegum cercammo di esprimere è il seguente. Genio, sregolatezza e bacchettoni, che era il sottotitolo del convegno e poi del libro. Lui ha massimizzato il genio facendo scopa con la città, l'unica terra che poteva riconoscere la sua identità, lui e Napoli si sono riconosciuti nella loro identità. E lui ha reso vincente il genio contro lo schema ottimistico della mitteleuropa. Tutti a Napoli hanno amato Diego senza condizioni. Tra loro anche Guido Clemente di San Luca, ordinario di diritto amministrativo alla seconda Università di Napoli, uno degli storici fondatori del Te Diegum. Associazione, tavola rotonda, convegno, dibattito, un tributo che ha messo insieme un gruppo di intellettuali, dopo l'addio di Maradona al Napoli nel '91, per celebrare il più grande. Maradona è stato un esempio straordinario di uomo sotto il profilo umano, perché ha mostrato che cos'è la bontà, la generosità, la fedeltà e l'affidabilità. Napoli e Maradona, dunque, si sono conosciuti riconosciuti e innamorati, un colpo di fulmine tra l'anarchia dell'uno e dell'altra, entrambe vincenti. Vince anche il genio, se è tale, e lui ci ha reso felici di vincere proprio senza rinnegare la nostra tradizione fantasiosa.

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