Ilva, rabbia aziende indotto. Lunedì incontro con Arcelor

24 nov 2019

Il blocco delle merci era deciso, tutti d'accordo i 150 imprenditori, i loro lavoratori, i sindaci della provincia di Taranto, il presidente di Confindustria esasperato, indignato più degli altri. Il governatore Emiliano è solidale con loro presente assemblea. Arcelor Mittal non paga le fatture da tre mesi alle imprese dell'indotto Ilva. Da maggio casse vuote, fluidità finita, fornitori e stipendi pagati a singhiozzo o non pagati. L'indotto vanta 60 milioni di crediti. Bloccare le merci è l'estrema ratio, l'ultima sofferta cartuccia. Significa mettere in ginocchio lo stabilimento, distruggere l'acciaieria. Se qualcuno ha un debito lo deve pagare, prima di continuare ogni trattativa sul resto. Questo credo che il presidente del Consiglio lo abbia capito e ci sta sostenendo in questa battaglia. Prima di cominciare una trattativa sull'Ilva, bisogna pagare i debiti, perché se no altrimenti qui salta un intero sistema industriale e un'intera comunità. Ma in mezzo alla riunione concitata e dai toni altissimi, arriva il segnale, sollecitato da Conte stesso. L'amministratore delegato dell'azienda, Lucia Morselli telefona e fissa l'incontro con le aziende lunedì mattina proprio all'Ilva, per le verifiche contabili e poi martedì per darle i dati dei pagamenti. Pochi si fidano. Il clima è di sospetto, ma vale la pena aspettare 24 ore tanto possiamo bloccare quando vogliamo, ripetono gli imprenditori. La denuncia del loro Presidente è fortissima. 150 aziende dell'indotto, 6000 dipendenti circa, che da oltre tre mesi continuano a soffrire per gli orientamenti e per le azioni che Arcelor Mittal sta mettendo in atto nei confronti delle aziende locali e vale a dire i mancati pagamenti. Da oltre tre mesi le aziende che rappresenta la Confindustria Taranto purtroppo soffrono per inottemperanza contrattuale. Un momento quindi di tregua dopo la mattinata veramente convulsa che aveva raffreddato l'entusiasmo del Governo per l'avvio del negoziato. Una cosa è chiara, il territorio qui è compatto e più battagliero che mai e quindi non c'è negoziato che tenga senza tener conto di Taranto.

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