In Calabria poca chiarezza su chiusura scuole

24 nov 2020

Dalla sanità alla scuola la confusione regna sovrana, ma nei giorni scorsi il governatore Spirli aveva disposto fino al 28 novembre la chiusura di tutte le scuole anche elementari e prime media che il Dpcm aveva invece lasciato aperte. La sua ordinanza era stata impugnata da un gruppo di famiglie di Paola e ieri il Tar si è pronunciato, annullando la decisione del Presidente protempore per un pericolo di pregiudizio formativo. Le scuole, dunque, avrebbero dovuto riaprire oggi, ma così non è stato nella maggior parte dei comuni calabresi, dove i Sindaci già in precedenza avevano loro stessi deciso di tenere i cancelli chiusi come a Reggio Calabria. Per una ragione condivisa con la task force sanità istituita nella nostra città, ovvero quello di interrompere la linea dei contagi attraverso queste chiusure, diminuendo anche l'utilizzo dei mezzi pubblici e utilizzando questi giorni per migliorare il tracciamento. L'ordinanza vale fino al 28, stiamo facendo una riflessione per prorogarla fino al 3 dicembre. In una regione che è zona rossa, non per i contagi, ma per le carenze sanitarie, d'altronde anche piccoli assembramenti possono creare enormi criticità per il sistema. In questo senso, dunque, le scuole cui sono un pericolo maggiore che altrove. Da cui appunto la scelta di tanti comuni di tenere a casa anche i bambini, almeno per qualche altro giorno, si attende non solo l'effetto del mini lock down sulla diffusione del virus che anche qui sembra in calo ma sopratutto il lavoro del nuovo commissario e un coinvolgimento nelle sue azioni proprio dei primi cittadini, come da promessa del Governo. La prima cosa che chiederei è quella di poterlo incontrare e potergli parlare e poter esporre quella che è la situazione. Può sembrare banale, ma questa opportunità non ho avuto mai la possibilità di avercela con il precedente commissario, non c'è stata mai né un incontro istituzionale né mai una presenza, una partecipazione ai tavoli istituzionali, anche quelli in prefettura, quindi, può sembrare banale, ma sarebbe il primo grande cambiamento rispetto al passato.

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