"Quanti sono, per ora, i pazienti in attesa di essere visitati?" "Si tratta, in questo momento, di una quindicina, una ventina di pazienti che nel frattempo sono stati sottoposti ad alcune indagini preliminari che servono a discriminare la loro criticità". Dopo il drastico calo registrato durante la pandemia, gli ingressi al pronto soccorso del nosocomio più grande in Sicilia tornano ad aumentare. "Stiamo ritornando rapidamente verso i 220-240 accessi al giorno. In Pronto Soccorso dovrebbero lavorare 27 medici, ce ne sono attualmente 20. Ci sono delle realtà in provincia, quindi non nelle grandi aree metropolitane, dove il numero dei medici è ridotto del 70-80%". La carenza di organico ha creato una situazione di emergenza costante, con un carico di lavoro tra medici e infermieri al limite. "È il settore attualmente più disagiato dell'ambito ospedaliero. Qui i turni sono massacranti. 12 ore al giorno, notti a ripetizione, rinunce sul piano affettivo. Il numero dei separati nel nostro settore è veramente da brividi. Si rinuncia a godere delle ferie contrattualmente previste perché non è possibile garantire livelli minimi di assistenza. La soluzione a breve termine potrebbe essere una modifica transitoria della normativa che oggi prevede l'accesso al lavoro in ospedale solo attraverso il conseguimento di un requisito specifico che è la specializzazione. Potrebbe essere pensata una forma di 'training on the job', cioè di acquisizione delle competenze e dei requisiti sul campo in maniera tale da garantire anche ai giovani medici laureati un accesso ad un lavoro che è tra i più belli come attività medica".























