Inchiesta Bergamo, sentito il ministro Speranza

28 gen 2021

È durata 5 ore la deposizione del ministro della salute Roberto Speranza, è stato sentito come persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto di Bergamo Cristina Rota, al centro del colloquio il piano pandemico mai aggiornato dal 2006, anche se vecchio era però l'unico in vigore nel nostro Paese quando il 5 gennaio l'organizzazione mondiale della sanità lancia l'allarme, a livello mondiale, su una polmonite sconosciuta. Ora i magistrati vogliono capire se sia mai stato attuato, anche se riferito ad una pandemia influenzale, il piano, secondo la Procura di Bergamo che indaga per epidemia colposa, conteneva dei precisi protocolli studiati per ridurre l'impatto di un virus sui servizi sanitari e sulla popolazione. La domanda cruciale che si pongono i magistrati è se fosse stato applicato avrebbe potuto evitare la strage dei morti che si sono registrati nella prima ondata, soprattutto nella bergamasca? La deposizione del ministro è avvenuta presso il Ministero in un clima disteso e di serenità secondo quanto si è appreso, i pubblici ministeri hanno anche ascoltato alcuni tecnici ed esperti della sanità, che all'epoca della prima ondata della pandemia hanno gestito l'emergenza e facevano parte della task force che si era insediata al Ministero dal 22 gennaio, 17 giorni dopo l'alert dell'organizzazione mondiale della sanità. È stato sentito il presidente dell'istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, il direttore della prevenzione del ministero Gianni Rezza e il direttore scientifico dell'ospedale di Roma Spallanzani Giuseppe Ippolito. Da un'altra parte, invece, nella sede della guardia di finanza in via dell'Olmata i pubblici ministeri hanno sentito anche il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, e l'ex direttore della prevenzione. Donato Greco, colui che ha redatto il piano pandemico di 15 anni fa,.

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