Inchiesta calciomercato a Milano, indagati Ramadani e Chiodi

13 dic 2021

Utilizzavano un vero e proprio sistema di riciclaggio e autoriciclaggio. In questo modo sono riusciti a non versare alcuna imposta in Italia su mediazioni e commissioni nella compravendita dei calciatori da loro rappresentati. I due procuratori sportivi Fali Ramadani e Pietro Chiodi sono indagati in un'inchiesta della Procura di Milano per reati fiscali. Nel mirino degli inquirenti le attività di Ramadani, numero uno dell'agenzia irlandese Lian Sports Club che opera anche in Italia e gestisce un patrimonio di calciatori del valore di quasi 700 milioni di euro. Secondo l'accusa Ramadani con la collaborazione di Pietro Chiodi, titolare della Soccer Management, ha sottratto all'imposizione tributaria i proventi delle attività di compravendita mediante transito, dicono i magistrati, su rapporti bancari intestati a società di diritto estero a lui riconducibili. Da qui le accuse di evasione fiscale tramite esterovestizione societaria. In questo modo dal 2018 ad oggi le tasse sono state pagate con aliquote fiscali molto favorevoli utilizzando società in Irlanda, Malta Gran Bretagna e Bulgaria. I militari della Guardia di Finanza hanno acquisito presso le sedi di 11 società di calcio, non indagate, la documentazione sulle operazioni di compravendita gestite da Ramadani e Chiodi. Tra le altre il passaggio di Miralem Pjanic dalla Juve al Barcellona e quello di Federico Chiesa dalla Fiorentina alla Juventus.

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