Insegnanti no vax, a Bolzano classi a rischio dopo natale

16 dic 2021

"La scuola italiana su 1926 insegnanti, docenti ne abbiamo circa una cinquantina che ad oggi sono privi di vaccinazione. Per quanto riguarda invece il mondo tedesco lì numeri sono un po' più importanti". Per avere il quadro reale della situazione bisognerà attendere il 10 gennaio ma già poche ore dopo l'introduzione dell'obbligo vaccinale per il personale scolastico, in Alto Adige il mondo dell'Istruzione non nasconde i timori per quello che potrebbe accadere al rientro dalle vacanze di Natale. La Provincia autonoma di Bolzano stima il 5% degli insegnanti delle scuole italiane non in regola con il vaccino, il 10% nelle scuole tedesche, che potrebbero vedersi costretti a chiudere alcune classi con l'inizio dell'anno nuovo, soprattutto negli istituti per l'infanzia, per i quali è più difficile tappare i buchi con le supplenze. "Tra le scuole tedesche in questi giorni stiamo votando il bilancio, ci sarà poi un emendamento dove si dà facoltà di poter eventualmente anche assumere personale che è andato in pensione". Tra le soluzioni studiate il ricorso a docenti in pensione e a laureandi di Scienze della Formazione. Tutto dipenderà da quanti dipendenti scolastici si metteranno in regola nei tempi previsti. "Nella nostra scuola ci sono circa 120-125 insegnanti tra scuola media e scuola elementare, di questi diciamo che attualmente quelli che non sono in regola sono attorno al 5%. È difficile in questo momento dire se una persona che si metterà in regola entro i famosi cinque giorni che vi hanno dato di tempo oppure se proprio una convinzione per cui non si metteranno in regola". L'importante è contenere il più possibile l'impatto sull'offerta formativa e per questo faremo tutto il possibile, assicura Martina Adami, preside di un liceo tedesco di Bolzano, alle prese non solo con la questione insegnanti no vax ma anche con il problema di una quindicina di studenti assenti da scuola dopo l'introduzione dell'obbligo del Green pass nei mezzi pubblici. "È vero preside che lei si sarebbe offerta di pagare di tasca sua le spese per i tamponi a questi ragazzi?" "Sì, se non ti trovano altre soluzioni sì, perché per me è importantissimo che i ragazzi possano venire a scuola".

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