Intervista al direttore del Dac

24 set 2019

“Si tratta di un'organizzazione che ha trascorso dei momenti anche difficili e che è arrivata, dopo una pax mafiosa alla fine degli anni Novanta, intorno agli anni Novanta, a raggiungere un equilibrio che l'ha portata quasi allo stesso livello di offensività di Cosa nostra, tanto che le attività di questa organizzazione, come dimostrano queste due indagini condotte su due parti distanti del territorio nazionale (sulla casa madre, quindi l'area gelese, e la Lombardia e il Piemonte, il Nord d'Italia), queste due indagini confermano che l'agire mafioso di questa organizzazione è assolutamente analogo a quello di Cosa nostra, è quello delle altre organizzazioni criminali”. “Come e dove si infiltrano maggiormente?” “Ovviamente agisce in settori particolari. In questo caso, nel caso delle indagini svolte a Brescia, si tratta di un settore che è un settore economico che ha a che fare con la cessione di crediti fittizi in favore di altre aziende che poi con questi crediti ceduti cercavano di compensare dei debiti che avevano nell'ambito della loro attività”. “C'è un'infiltrazione anche per quanto riguarda la pubblica amministrazione?”. “Non c'è dubbio, non c'è dubbio. Questa della pubblica amministrazione e del pericolo di aprire delle voragini attraverso l'ingresso con la consumazione di reati che hanno a che fare con la pubblica amministrazione è un po' la cifra della nuova azione di contrasto, è un po' la frontiera della nuova investigazione per colpire effettivamente i gangli vitali di queste organizzazioni criminali. Questo è un discorso trasversale che riguarda tutte le organizzazioni strutturate, tutte le organizzazioni mafiose, dalla stidda alla 'ndrangheta alla camorra”. “Posso chiederle se la stidda è in grado anche di condizionare, per esempio, voti, elezioni, insomma la politica?”. “Questo certamente negli ambiti in cui il fenomeno è endemico. Mi sembra difficile che questo possa essere configurabile, in questo momento storico, in aree dove per scelta strategica, a mio giudizio, l'organizzazione, come dire, ha cercato e cerca di destare meno allarme, cercando ovviamente di agire in territori e in ambiti che sono ambiti nei quali non occorre emergere, non occorre farsi notare”.

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