Isis minaccia, l'Italia è nostro prossimo obiettivo

19 ago 2017

Il prossimo obiettivo è l’Italia: poche parole che generano, però, grande allarme perché sono quelle che arrivano da Telegram, il social network preferito dall’Isis, ed è proprio lo Stato islamico a firmare la minaccia. Una notizia inquietante, dunque, confermata da SITE, l’organizzazione che si occupa di monitorare tutte le attività online delle organizzazioni jihadiste. Che l’Italia sia nel mirino del terrorismo islamico non è certo una novità, ma il fatto che ora il nostro Paese sia il primo degli obiettivi del terrorismo del Califfato preoccupa servizi e forze di sicurezza, già comunque in allarme. Soprattutto dopo gli attacchi in Spagna e in Finlandia, l’allerta è massima. Secondo il Viminale, tra i possibili obiettivi ci sarebbero, ovviamente, le grandi città, Roma e Milano su tutte, ma anche Torino, Firenze e Venezia. Non solo gli obiettivi considerati sensibili ma anche luoghi di aggregazione come, purtroppo, ha dimostrato ancora una volta anche l’attacco alle Ramblas di Barcellona. La strategia italiana, comunque, almeno per il momento, non cambia. Lo ha sottolineato proprio il Ministro dell’interno, Marco Minniti, al termine del Comitato per la sicurezza quando ha spiegato come di fronte a questo tipo di minaccia si possa soltanto intensificare il controllo del territorio, confermando, però, il dispositivo messo in atto già da mesi. Un’attività che non riguarda solo i luoghi ma anche le persone con verifiche continue per individuare chi dimostra di essersi radicalizzato e, dunque, che deve essere immediatamente espulso. L’attentato di Barcellona suona, intanto, come un pessimo avvertimento per l’Italia perché sia il nostro Paese che la Spagna erano, fino a giovedì, le uniche due grandi Nazioni europee immuni da attentati rivendicati dallo Stato islamico. Ora resta solo l’Italia e non è detto che mantenga questo primato, nonostante il fatto che il nostro apparato di prevenzione abbia finora funzionato.

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