Isole Covid Free, le Tremiti paradiso a contagi zero

16 apr 2021

"Questa è un'isola che non ha conosciuto, per il momento, il coronavirus?" "Al momento no. Diciamo, la gente è serena insomma, casi di positività non ne abbiamo avuti". Benvenuti alle isole Tremiti, paradiso Covid-free immerso nel mare Adriatico. 500 residenti appena, 400 dei quali in età vaccinabile e per metà già coperti con la prima dose. Per immunizzarle basterebbe davvero poco. "A noi non ci servono neanche i dottori e gli infermieri che vengono perché abbiamo qui già il medico di base, un medico del 118 che è disponibile, anche l'infermiera. Basta che ci mandano i vaccini, non chiediamo altro". Ci crede Antonio Fentini, e si arrabbia quando ripensa chi considera un privilegio l'idea delle isole Covid-free. "Io vorrei portare qui il Presidente dell'Emilia Romagna, il Presidente del Veneto, qualcun altro, quello del Trentino Alto Adige. Gente che venga qui a verificare com'è la vita, non nei tre mesi estivi, gli altri nove mesi. Che noi siamo qua senza scuola, senza ospedale, un unico alimentari che fornisce quello che più gli è comodo, che non è che tutti i giorni possono arrivare, per dire, le mozzarelle, quelle a chi gliele vende? Allora, se tu una mattina, un giorno, ti svegli e dici: oggi mi voglio mangiare un bel filetto, e dove lo vai a comprare? Devi andare a Termoli, quando la nave viene". Il Sindaco Fentini suo figlio ha dovuto mandarlo a scuola a Termoli, una spesa che la famiglia di Debora per il momento non può permettersi. Ed ecco allora scattare la DAD dei Tremitesi. "Con me fa un po' quasi tutte le materie, però inglese io non conosco neanche una parola, perché ai tempi miei si faceva francese, e allora si è offerta mia figlia di farle inglese. Per cui, due volte a settimana, la bimba va a San Domino, c'è mia figlia, perché rimane tutto in famiglia, che le fa lezione di inglese. La mamma la accompagna col gommone, e c'è il parroco che le fa religione, quindi abbiamo formato un gruppo di lavoro". Debora i suoi compagni di gioco li ritroverà a giugno, quando si spera che alle Tremiti, magari per allora immunizzate, possano tornare anche i turisti. "Mentre in Emilia Romagna, in Lombardia hanno le aziende, fanno le macchine, fanno quelle cose là, noi qua lavoriamo la nostra azienda del turismo. Ognuno salvaguarda quello che ha".

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