La difesa del cardinale: non ho rubato un soldo

25 set 2020

Non è un caso semplice e non si fermerà qui. Il cardinale Angelo Becciu ha scatenato un terremoto in Vaticano, o meglio le sue dimissioni. Le motivazioni, accuse, dietro a questa scelta, se così è stata, partono dall'inchiesta di circa un anno fa sulla compravendita di un palazzo a Londra di proprietà della Segreteria di Stato. Accuse dalle quali lui si difende. Ho detto al Papa ma perché mi fai questo? Mi ha detto che avrei dato soldi ai miei fratelli. Io non vedo reati. Così, in un'intervista a Domani, continua, io posso spiegare, dice, reati di certo non ce ne sono. Il cardinale, dunque, non nega che una cooperativa riconducibile al fratello Tonino venisse finanziata con fondi CEI, provenienti dall'8 per mille su sua esplicita richiesta. Confermo, dice, anche perché è tutto rendicontato. Che male c'è? Secondo gli investigatori, in realtà, qualche male c'è e bisogna andare a fondo. Secondo l'Espresso dietro a tutto questo ci sarebbe un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale, che va verificato. L'allora monsignore si era affidato per l'acquisto del palazzo di Londra al finanziere Enrico Crasso, ex Credit Suisse, il quale avrebbe indirizzato parte degli investimenti vaticani verso fondi speculativi, con sede in paradisi fiscali. Da qui l'ira di Bergoglio.

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