La Liguria passa dalla zona gialla a quella zona arancione

10 nov 2020

L'andamento dell'epidemia porta anche la Liguria dalla zona gialla a quella arancione. La fascia di criticità che per due settimane vieta gli spostamenti in entrata e uscita dalla Regione, ma anche da un Comune all'altro e prevede la chiusura di bar e ristoranti che potevano restare aperti fino alle ore 18:00. Qualcuno a Genova, la città della Liguria più colpita dai contagi, ha già abbassato la serranda con qualche ora di anticipo, altri si godono l'ultimo caffè seduti al tavolino. Devono nuovamente cambiare le abitudini nella quotidianità. Asporto e delivery sono consentiti, ma non sono facili da organizzare, come ci racconta questo ristoratore del centro storico. Il tempo di finire di leggere un Dpcm dopo due ore c'erano già le dicerie sul nuovo Dpcm, questo, ovviamente, non aiuta perché uno si organizza per adattarsi al meglio che può, per esempio alla chiusura alle ore 18:00, abbiamo iniziato a fare, per dire, brunch il sabato e la domenica, per lavorare il più possibile di giorno, però se dopo due ore poi non sai se dopo 3 giorni sei ancora aperto o no, è ovvio che è difficile, ma soprattutto per i dipendenti, per il personale, oltre che per la merce. La pressione sugli ospedali del capoluogo, che spesso ha superato il tetto dei mille positivi in un giorno, con code di ambulanze all'ingresso dei pronto soccorso, mercoledì avrà un piccolo sollievo, entra in funzione l'Ospedale da Campo al Policlinico San Martino con 24 posti letto in più per evitare assembramenti in sale e corsie durante il triage. È una struttura che serve per permettere al paziente di sostare in quest'area per quelle 24-36, massimo 48 ore, che permette di creare il posto letto nei reparti Covid dell'ospedale o una sistemazione diversa negli altri reparti dell'area metropolitana.

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