La nazionale di calcio femminile ricevuta in Senato

01 giu 2019

Gioco in una squadra femminile, mia madre vuole che non giochi più. Quale famiglia? Vorremmo una nuora che corre tutto il giorno appresso al pallone? Sono passati 17 anni da quando nelle sale cinematografiche usciva "Sognando Beckham". Oggi tante cose sono cambiate, tutto verrebbe da dire, soprattutto in casa nostra. Fra 7 giorni la nazionale di calcio femminile italiana parteciperà al campionato mondiale che quest'anno si giocherà in Francia. Sarà il terzo nella storia di questa giovane formazione. Prima di partire, le azzurre del calcio sono state accolte dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati, per un altro appuntamento che profuma di storia, visto che non era mai successo prima. Il calcio rinasce attraverso questa squadra che ha saputo dimostrare grande capacità e oltretutto si vince uno degli ultimi pregiudizi maschili, per cui le donne si affermano anche in questo settore. Giacca e pantaloni scuri, scarpe nere lucide, lo stemma della nazionale appuntato sul taschino, orgogliose, ma anche emozionate. Sono molto emozionata, è una bella cosa per noi, a Ottobre siamo stati al Quirinale e oggi qua, per la prima volta nella storia al Senato. Siamo molto felici insomma di partire con questo doppio ricordo con noi. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina nel suo intervento nel cortile d'onore del Senato parla di rinascimento del calcio. E' importante prendere da quel mondo, dal mondo della sensibilità quell'armonia, quell'entusiasmo, questa leggerezza nel vivere una dimensione straordinaria che è la dimensione del gioco del calcio. Queste ragazzela cui età media è 27 anni, hanno lavorato duro per arrivare qua, soprattutto, hanno combattuto contro montagne di pregiudizi. Nessun ragazzo inviterebbe mai a cena una con i polpacci più grossi dei suoi. Mi fa specie, e la storia del calcio femminile in questo Paese è anche il fatto che che venga poi riconosciuto che oggi siamo portatrici di valori importanti, valori intrinsechi dello dello sport poi. Ci concentriamo più sui lati positivi di questo sport e i lati positivi dello sport femminile. Tutto quello che è stato criticato, che si criticava, lo lasciamo da parte. Laura Giuliani, Chiara Marchitelli e Rosalia Pipitone sono le tre portiere della nostra nazionale a cui spetta un compito fondamentale. Tutto quello che sta accadendo, io penso un po' ce lo meritiamo visto il percorso che abbiamo fatto. Loro solo il modello tra migliaia di altre calciatrici in Italia. Oggi sono quasi 24000 le tesserate, nel 1996 erano appena 8800. Sabato prossimo a Valencienne per la prima volta suonerà l'inno di Mameli con loro in campo per la prima partita. Probabilmente sarò talmente concentrata sulla partita che non mi renderò neanche conto di quello che c'è intorno.

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