La situazione all'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo

08 mag 2020

Qui al Papa Giovanni XXIII, all'ospedale di Bergamo, al reparto di pediatria, perché in questi mesi ci siamo un po' anche lamentati degli spazi piccoli, dove trovarsi. Allora vi portiamo qui proprio per farvi capire quanto possono essere piccoli gli spazi e quanto qualcuno che lavora negli ospedali possa aiutare in qualche modo virtualmente ad ingrandirli. Ringrazio molto la dottoressa Patrizia, noi qui siamo appunto nel reparto di pediatria e insieme con un'associazione onlus che lavora qui dentro ormai da 30 anni, Gli amici della pediatria, sostanzialmente, provano ad alleggerire il peso di questi genitori che sono letteralmente in clausura perché dietro queste porte, chiedo al nostro operatore di inquadrarle, ci sono genitori, in genere un genitore giusto dottoressa? Un genitore con il proprio bambino e tra l'altro, Livia. Ecco, allora, quello che stiamo vedendo in questo momento è lo sforzo che stanno facendo, ci racconta che cosa succede dottoressa? Noi abbiamo cercato di riorganizzare per garantire la sicurezza, dovuto per forza dover rinunciare dei momenti che erano precedenti di attività ludiche, comunitarie, di incontro di altri bambini con altri genitori, di presenza di volontari e di insegnanti. Questo momento è particolarissimo, è la consegna di un kit di doni fatto ad ogni bambino e ai loro genitori. Normalmente avviene comunque sempre, anche quando non c'era il covid giusto? In altra modalità, una modalità più condivisa, più comunitaria. Vengono le operatrici, le volontarie dell'associazione giusto? Le volontarie, costruiscono laboratori dove possono partecipare tutti i bambini, le mamme possono condividere tra di loro momenti. Abbiamo perso momenti, ad esempio, anche relativi alla scuola, quindi questo momento è molto particolare perché del personale esperto, delle pedagogiste crea questo kit che è specifico per ogni età, per ogni bambino. Previo colloquio con il genitore che conosce il suo bambino, sa di cosa ha bisogno. Ogni settimana vengono qui e consegnano queste cose, poi le operatrici dell'associazione li seguono a distanza con delle attività pedagogica online, è così? Che si collegano anche al materiale che viene lasciato, quindi momenti di costruzione, momenti creativi, momenti particolari specifici per ogni età. Questo momento che ha dato molto è un momento che ha garantito serenità in questa fase, dove non c'è, si riducono relazioni, dove i genitori devono stare in camera forzatamente. In pochi metri quadrati? In pochissimi metri quadrati. In pochi metri quadrati e quindi hanno collaborato tantissimo, quindi abbiamo avuto una grande collaborazione, ma non è facile. Quindi questi momenti molto attesi e che sono stati resi possibili sia graze all'assistente sociale che raccoglie i bisogni anche dei genitori di piccole cose e alle nostre coordinatrici Rossana Algeri, Antonella Ghezzi, che avete visto prima... Uno sforzo enorme, grazie davvero per quello che fate, un lavoro eccezionale. Questo per dire che negli ospedali non si cura soltanto con i farmaci, con i medici, ma serve anche tanto cuore, tanto cuore, questo è terapeutico giustamente dice la dottoressa Patrizia. È quello che stanno facendo anche qui al Papa Giovanni XXIII.

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