L'aeroporto del futuro, a Milano l'esperimento pilota

11 nov 2020

Più data scientist meno addetti ai bagagli. Il futuro negli aeroporti italiani è già scritto. Una trasformazione iniziata ben prima della pandemia, causa del crollo di voli e passeggeri in tutto il mondo con le aziende sempre più votate al digitale, pronte ad investire nuove soluzioni tecnologiche. Biometria, internet delle cose, cloud e intelligenza artificiale sono i principali capitoli di investimento da parte di aeroporti e compagnie aeree con una spesa, a livello globale, che ha superato i 60 miliardi di dollari nel 2019. In Italia a puntare sulle nuove tecnologie è soprattutto Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. Noi lo stiamo sperimentando su Linate, a Linate è in corso una profonda riqualifica che non abbiamo interrotto e quindi in qualche maniera un po' un pilota su quello che sarà l'aeroporto del futuro, e sicuramente sarà un aeroporto della tecnologia, dove la convergenza tra scienza, tecnologia e nuovi materiali faranno in modo che il passeggero possa trascorre il tempo in maniera gradevole, passare velocemente attraverso l'aeroporto in una maniera più sicura possibile. Sicurezza e velocità le parole d'ordine degli scali cosiddetti "smart" che consentiranno ai passeggeri di abbattere i tempi dei controlli in aeroporto attraverso l'utilizzo dei propri dati, quelli biometrici in primis, rilevati dall'intelligenza artificiale, con una scansione del viso in una manciata di secondi saranno abbinati a quelli registrati nei chip del passaporto e alla carta d'imbarco, con il vantaggio di non doverli più esibire ad ogni passaggio. Anche il bagaglio sarà abbinato ai nostri dati biometrici e grazie all'installazione di nuovi dispositivi di controllo non sarà più necessario aprirlo per estrarre liquidi PC e tablet, poiché saranno scanzonati da una tecnologia Tac che andrà a sostituire quella dei tradizionali raggi X. L'aeroporto, dunque, cambierà e tanto. Permanenti resteranno invece i controlli sanitari, per cui al momento allo studio ci sono solo ipotesi, complesse e tutte da sviluppare. Ci immaginiamo una sorta di passaporto elettronico e sanitario e che il passeggero possa passare attraverso appunto la tecnologia anche la biometria, quindi il riconoscimento facciale e altri sistemi di questo genere, e qui possa essere riconosciuto e possa essere anche riconosciuto che è un passeggero sano.

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