Per diversi giorni con il mare mosso e le condizioni meteo proibitive dalle coste del Nord Africa non è partita nemmeno una barca, non appena il mare è tornato calmo ne sono arrivate decine, piccole imbarcazioni forse accompagnate da una nave madre, arrivate direttamente in porto o soccorse a poche miglia. Queste sono le barche arrivato in autonomia sull'isola degli ultimi giorni, se ne sta aggiungendo una proprio in questo momento, la vedete scortata dalla Guardia di Finanza, ha portato nel pomeriggio un gruppo di profughi e migranti fin al molo che si trova sotto la Guardia Costiera. Ma nella maggior parte dei casi, le motovedette sono chiamate ad intervenire per raggiungere le barche in difficoltà a poche miglia dall'isola. Guardia Costiera e Guardia di Finanza sono uscite senza sosta notte e giorno per rispondere alle continue richieste di aiuto, arrivando in tempo come in questa operazione che ha permesso di salvare 38 persone già in acqua mentre il barchino su cui viaggiavano si inabissa. Spesso, ma non sempre in tempo, perché tra i 20 migranti e profughi a bordo di un altro barchino affondato e una donna è annegata prima dell'arrivo dei soccorsi. Da quando il decreto voluto dal Governo tiene lontane le navi ONG, denunciano le associazioni umanitarie, limitandone i soccorsi e mandandole in porti che distano giorni di navigazione, in mare, non si riesce a salvare tutti. Decine di barche stanno attraversando il Mediterraneo centrale, partite quasi tutte dalla Tunisia dove i trafficanti cercano di mettere in mare il più alto numero possibile di imbarcazioni prima che le condizioni meteo marine peggiorino, come previsto, nei prossimi giorni. A bordo non ci sono soltanto migranti economici tunisini, ma, nella maggior parte dei casi, interi nuclei familiari di profughi subsahariani che stanno cercando di allontanarsi da un Paese, la Tunisia, alle prese negli ultimi mesi non solo con una gravissima crisi economica ma anche con una escalation di violenza e un clima di crescente intolleranza nei confronti di chi ha la pelle più scura e sarebbero, secondo il form tunisino dei diritti, almeno 20 mila gli immigrati subsahariani pronti a partire verso l'Europa, verso il suo lembo più vicino.























