Walter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci, sarebbe stato aggredito e picchiato da alcuni detenuti nel carcere di Rebibbia, senza conseguenze gravi. Sull'episodio, reso noto dallo stesso Lavitola per evidenziare i rischi legati alla permanenza nel reparto di alta sicurezza, indaga la Procura. In vista dell'udienza al tribunale del riesame, prevista la prossima settimana, gli investigatori analizzano i cellulari sequestrati, risultati "puliti": mancano molte conversazioni attese, così come i contatti con esponenti dei servizi e le tracce sul dossier Carbon Credit. I magistrati continuano intanto a lavorare per risalire al vero movente dell'agguato.























