Lavoratori dello spettacolo contrari al nuovo Dpcm

26 ott 2020

Oggi il Governo dice, la gente delle stare a casa e ridurre le possibilità di contagi, non può non ottenere senso di responsabilità delle industria e allo stesso tempo essere interpellato su cosa succede durante a tutela del lavoro, a tutela di tante aziende, che rischiano di andare, quelle che già non lo sono a gambe all'aria, e soprattutto per la prospettiva. Allora quello che noi chiediamo al governo è di ragionare su una strategia fondamentale per l'identità del nostro Paese per le sale che dobbiamo e vogliamo difendere come presidi sociali, luoghi d'incontro in ogni città italiana, e allo stesso tempo ragionare sull'industria che è andata avanti in questo periodo, con grande coraggio. Se il Governo ragionerà su questo potremo uscire persino più forti, se andremo con provvedimenti spezzettati occasionali questo sistema del cinema e dell'audiovisivo può andare a gambe all'aria. Francesco Rutelli, presidente dell'associazione dell'industria cinematografica chiede progetti in prospettiva al Governo che ha disposto tra le misure anti covid la chiusura delle sale. Da artisti e addetti ai lavori dello spettacolo arrivano appelli contro il provvedimento dalla regista e autrice Cristina Comencini anche una proposta alternativa: "Io lascerei aperto in Francia, dove c'è una situazione molto peggiore della nostra, hanno fatti il coprifuoco alle 21, mai i cinema sono aperti fino alle 21, i teatri, anche la musica ovviamente penalizzati come orario, chiuderli così vuol dire proprio non capire che sono attività fondamentali per il nostro benessere anche nostra tenuta.

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