Le conseguenze del Covid sul turismo a Venezia

20 ago 2020

A luglio abbiamo avuto un tasso d'occupazione medio del 15 %, salito al 35 fino ai primi 15 giorni di agosto. Adesso siamo intorno a 60/65 %. Ciò non significa evidentemente che tutti vanno bene, significa che alcuni sono mezzi vuoti e altri sono invece completamente pieni. Il tutto esaurito del Ferragosto 2019 era e resta solo un lontano ricordo. Ma sul fronte delle presenze turistiche a Venezia si registrano i primi timidi segnali di ripresa, in laguna sono tornati i tedeschi, gli austriaci, gli svizzeri e i francesi, ma senza i soldi, quelli veri, di americani, cinesi e russi recuperare i danni causati dall'emergenza coronavirus e dal successivo lock down sarà davvero difficile. Gli statunitensi non sono venuti perché sono impossibilitati a venire, rappresentano il 20% del totale, abitualmente, ma è quasi il 30% del fatturato, perché sono persone che hanno un'altissima capacità di spesa. Conseguenza del crollo delle presenze il calo del fatturato per quasi tutte le categorie economiche, l' 80% in meno rispetto al 2019 per gondolieri e tassisti. Per noi tassisti un meno 80% rispetto all'anno scorso. Quanto ci vorrà per recuperare una stagione, un anno perso? Speriamo al più presto, ma qua secondo me 2 o 3 anni. L'edicola è stata chiusa 4 mesi perché non aveva senso riaprirla e l'ho aperta il primo di agosto, adesso, si lavoricchia con i nostri clienti, ma il fatturato siamo 1 a 10. La città punta ora sul mese di settembre per salvare il salvabile, ma per la ripresa non resta che attendere il 2021. Vediamo di approfittare di questo periodo per costruire un turismo diverso, un'accoglienza migliore.

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