Lecce, assassino fidanzati capace di intendere e volere

11 mag 2021

C'è tanta rabbia dietro l'atroce assassinio di Eleonora Manta e Daniele De Santis, la rabbia di un ragazzo di 21 anni che non riuscendo ad avere una vita sentimentale, si isola in una sorta di deserto relazionale, nel quale gli altri esistono solo come oggetti da cancellare, se come nel caso dei fidanzati, con la loro felicità alimentano quella rabbia. È a queste conclusioni che sono arrivati, i consulenti nominati dalla Corte d'Assise di Lecce, davanti alla quale si sta celebrando il processo contro Antonio De Marco. l'assassino reo confesso, affetto sì da un disturbo della personalità di tipo narcisistico, ma non tale secondo i periti, da inficiare la sua capacità di intendere e di volere. Il 21enne di Casarano, lo ricordiamo, è accusato di duplice omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. La premeditazione è testimoniata dai bigliettini recuperati dagli inquirenti, nei quali aveva pianificato ogni dettaglio del suo piano, la crudeltà invece, raccontata dalle 70 coltellate inferte a Daniele ed Eleonora, uccisi la sera del 21 settembre, nell'appartamento nel quale l'assassino aveva vissuto come inquilino, quando era ancora adibito a B&B. Antonio De Marco sarebbe stato arrestato una settimana dopo, nella sua prima confessione raccontò di averli uccisi, perché erano troppo felici.

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