Legambiente, pesticidi in un terzo dei prodotti analizzati

31 gen 2017

Se la depurazione del vostro organismo passa attraverso una tazza di tè verde, attenti perché il benefico infuso potrebbe essere contaminato da un mix di ben 21 differenti sostanze chimiche. Se la vostra dieta è ricca di bacche, sappiate che alcuni campioni analizzati hanno evidenziato la presenza di 20 molecole chimiche differenti e non si può scommettere neppure sulla purezza della nostra uva, inquinata anche da sette, otto o nove sostanze contemporaneamente. Lo stesso vale per lattuga, pomodori, ciliegie, fragole, pere, banane e persino il miele. Lo dice chiaro il rapporto di Legambiente sulla contaminazione da pesticidi nei prodotti ortofrutticoli e trasformati, che elabora i dati dei laboratori pubblici italiani. Un terzo della merce analizzata è risultata contaminata da uno o più residui chimici. Nel complesso l’Italia si piazza al terzo posto in Europa nella vendita di pesticidi dopo Spagna e Francia, ma è seconda per l’impiego di fungicidi. Di positivo c’è, però, il fatto che crescono le aziende agricole in grado di produrre secondo i criteri biologici e biodinamici. Tra le sostanze attive più frequentemente rilevate ci sono quelle capaci di alterare il normale funzionamento del sistema endocrino oppure potenzialmente cancerogene e dannose per l’organismo e per il nostro ambiente.

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