L'emergenza Covid a Varese

11 nov 2020

Vengono già allestite le luminarie nel parco di Palazzo Estense, la sede del comune, ma qui davvero in pochi ora pensano a Natale. Varese solo sfiorata dalla prima ondata, in primavera, questa volta deve correre ai ripari. Troppi pazienti covid e pochi posti a disposizione negli ospedali per la degenza in terapia intensiva. É una situazione drammatica, numeri in costante crescita, noi siamo stati una delle città meno colpita nella prima ondata, oggi, invece, viviamo una situazione completamente opposta, quindi i nostri ospedali sono molto sotto pressione, non c'è più un posto e se ne stanno cercando degli altri in tutti i reparti possibili attivando anche delle strutture che sono state chiuse per diverso tempo. Strutture come questa a Cuasso al Monte, a una ventina di chilometri da Varese, è stato riaperto un ospedale chiuso a luglio, quando si hanno già attenuato gli effetti della prima ondata, ha già cominciato ad accogliere pazienti asintomatici o con sintomi lievi che non possono restare in isolamento a casa tutto per dare un po' di respiro a un sistema sanitario in grande difficoltà. Difficoltà vissute ogni giorno da chi vive qui ad Arcisate, comune di poco più di 10000 anime, è diventato suo malgrado un pò un simbolo del momento non certo facile della provincia di Varese, è uno dei paesi con il più alto numero di contagi, qui un cittadino su 10 è finito in quarantena. Viviamo in casa, non è che usciamo, usciamo per le cose più importanti, dovevo andare in posta e basta. É un po' difficoltoso, sembra di essere ritornati alla prima ondata, nonostante le restrizioni siano diverse. Una situazione complicata dall'alto numero di frontalieri che ogni giorno entrano ed escono per motivi di lavoro, dalla Svizzera, il cui confine si trova a pochi chilometri da qui, un aspetto che ha sicuramente favorito il moltiplicarsi dei contagi.

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