Libia, spari contro peschereccio italiano: ferito comandante

06 mag 2021

La guardia costiera libica spara sui pescatori italiani. Il peschereccio Aliseo della flotta di Mazara del Vallo, impegnato in una battuta di pesca al largo delle coste della Libia, è stato mitragliato da una motovedetta militare libica. I colpi d'arma da fuoco hanno ferito al braccio il comandante Giuseppe Giacalone. L'episodio è avvenuto a 30 miglia dalla costa di Misurata. Successivamente la Marina libica ha smentito di aver sparato contro pescherecci italiani, ma ha ammesso che sono stati esplosi colpi di avvertimento in aria per fermare imbarcazioni da pesca che secondo i libici avevano sconfinato nelle loro acque territoriali. Questo episodio arriva a pochi giorni da un altro abbordaggio con il tentato sequestro di otto pescherecci di Mazara, salvati per tempo della Marina Militare italiana martedì scorso, a circa 40 miglia da Bengasi. E il tutto a soli pochi mesi di distanza dalla liberazione dei pescatori italiani catturati e trattenuti in Libia per ben 108 giorni. Questa volta sul posto si sono precipitati gli uomini della Marina Militare a bordo della nave Libeccio, che si trovava a 60 miglia di distanza e che ha mandato un elicottero in ricognizione. Le operazioni di evacuazione dei pescatori avrebbero incontrato dei problemi quando la guardia costiera libica ha deciso a sua volta di salire sul motopesca. Il peschereccio è stato finalmente liberato e ha potuto nuovamente fare rotta su Mazara, mentre il comandante è stato medicato a bordo. In tutto questo arrivano le accuse del sindaco di Mazara, per il quale gli spari dei militari libici erano ad altezza uomo. Gli fai con l'armatore delle navi che si chiede: deve scapparci il morto per fare intervenire il Governo? La controversia sui diritti di pesca risale in realtà al 2005, quando Gheddafi decise di allargare unilateralmente l'area economica di pesca a 74 miglia, ben oltre le 12 miglia delle acque territoriali previste dai trattati internazionali. Da allora i pescatori italiani si sono visti negare le acque più pescose del Canale di Sicilia, quelle dove si trova il gambero rosso.

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