L'incidenza del Covid anche nella relazione della Dia

22 feb 2021

L'emergenza Covid-19 e l'impatto sulla salute, l'economia e la criminalità. Un fenomeno che, se non ben gestito, può rappresentare un'ulteriore opportunità di espansione dell'economia mafiosa. Il lockdown ha dimostrato che le cosche si sono mosse in ogni senso per accumulare ricchezze attraverso il consenso sociale, tramite le forme di assistenzialismo a privati e imprese, con il rischio che esse possano diventare strumenti di riciclaggio. È dedicata in special modo al coronavirus e a quest'anno orribile la prima relazione semestrale 2020 della Direzione Investigativa Antimafia al Parlamento. Il settore sanitario rappresenta un boccone ghiotto e soprattutto la ndrangheta può proporsi con azioni filantropiche verso famiglie e imprese in enorme difficoltà. Continua ovviamente l'impegno della DIA nei confronti della criminalità campana, verso Cosa Nostra siciliana e la criminalità pugliese con arresti, sequestri di patrimoni illecitamente acquisiti. Non differenza Roma come meta di reinvestimento di capitali illeciti. E anche qui il Covid-19 ha regalato alle mafie la possibilità di prestare liquidità ai settori in crisi prima a tassi bassi, poi man mano sempre più alti, con una pressione usuraia che porta alle mafie ad acquisire le attività commerciali.

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