L'Italia riapre anche per i turisti extracomunitari

05 mag 2021

L'Italia è pronta a riabbracciare non solo i turisti dell'Unione Europea ma anche quelli extracomunitari. A Sky Tg24 il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia precisa quello che il Premier, Mario Draghi, aveva annunciato come la svolta per la ripartenza di un settore strategico per l'economia italiana. "Sostanzialmente, con anche un semplice pezzo di carta che certifica che rispetti queste regole, eviti la quarantena. Questo è fondamentale per il turismo straniero. Per capirsi solo Stati Uniti e Gran Bretagna messi insieme fanno più del 30% dell'arrivo di stranieri in Italia, oltretutto stranieri che spendono molto". La fine della "clausura" per il nostro turismo archivierà la quarantena obbligatoria per chi entra in Italia, ma potrà arrivare solo chi è in possesso di almeno uno di questi requisiti: la vaccinazione completa, il certificato di fine malattia o un tampone fatto a ridosso della partenza. La decisioni di riaprire al turismo avrà un impatto anche sulla vita quotidiana degli italiani, perché è impensabile che venga limitata la libera circolazione di turisti e quindi il coprifuoco potrebbe essere spostato o abolito. La decisione politica dovrebbe essere preso la prossima settimana dalla cabina di regia. Il nuovo regime anticipa di un mese le norme europee che scatteranno il 15 giugno. Soddisfatti per la svolta le Regioni, la Lega, Forza Italia, il Movimento 5 Stelle ed Italia Viva. Enrico Letta ribadisce la linea della cautela. "Noi siamo per le riaperture, non siamo per le richiusure. Ma se non si riapre in sicurezza ci saranno di nuovo chiusure" avverte il segretario del PD che giudica "importante l'annuncio fatto da Draghi ma ora serve un passo avanti: un pacchetto turismo da inserire nel Decreto Sostegni bis". Dall'opposizione si fa sentire Fratelli d'Italia che bolla come tardiva la scelta del Governo. "Questo atteggiamento arrogante che noi continuiamo a vedere da parte della sinistra, questa volontà di mantenere una totale continuità con il Governo precedente, di portare in discussione provvedimenti che si sa essere particolarmente divisivi, secondo noi, il Presidente del Consiglio non dovrebbe accettare.

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