Locri, arrestata per omicidio compagno arso vivo

03 feb 2020

Ne aveva denunciato la scomparsa dal giorno prima, riferendo di liti continue e di uno stato depressivo che forse aveva potuto condurre il compagno a togliersi la vita. E invece a ucciderlo, con l'aiuto del proprio figlio dell'amante, era stata proprio lei. Le indagini sono state rese complesse dal tentativo della donna di far credere agli inquirenti che il marito si fosse suicidato. I Carabinieri hanno inoltre accertato che già nell'aprile del 2016 la donna aveva tentato di avvelenare il marito. Susanna Brescia, 42 anni, pregiudicata per truffa e falso, la sera dell'11 novembre scorso aveva attratto il convivente Vincenzo Cordì, cameriere, incensurato, in una zona di montagna a San Giovanni di Gerace, nella Locride. Lì lo aveva tramortito e cosparso di benzina per poi dargli fuoco nella sua macchina, complici il figlio ventenne avuto da un precedente matrimonio e il proprio amante. L’auto era stata trovata, due giorni dopo, da un cacciatore di passaggio. All'interno il corpo carbonizzato dell'uomo, disteso sul sedile del passeggero, in una posizione mal conciliabile con l'ipotesi del suicidio, smentita anche da altri riscontri dei Carabinieri. Nei polmoni fumo, segno del fatto che è stato dato alle fiamme mentre era ancora vivo. Non è ancora chiaro il movente, comunque legato a motivi familiari. I tre sono intanto finiti in carcere.

pubblicità